
Il mercato dello streetwear e delle sneakers sta attraversando una fase di riconfigurazione. Dopo diversi anni di collaborazioni spettacolari e loghi sovradimensionati, le tendenze streetwear e sneakers nel 2024 si spostano verso codici più sobri, sostenuti da un pubblico che ora arbitra tra hype e sostenibilità.
Il rapporto “The State of Fashion 2024” di McKinsey e Business of Fashion, pubblicato a novembre 2023, documenta questo passaggio verso il “quiet luxury” anche nel casualwear, con ripercussioni dirette sulle linee di Nike, Adidas o New Balance.
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Rivendita sneakers e mercato secondario: il vero motore dell’hype nel 2024
Gli articoli concorrenti elencano modelli da acquistare nuovi. Ignorano un fatto strutturante: il mercato della rivendita plasma le tendenze tanto quanto i marchi stessi. StockX, nel suo rapporto “Big Facts: Current Culture Index” pubblicato a giugno 2024, rileva che gli acquirenti di età compresa tra 18 e 24 anni costituiscono la fascia d’età più dinamica, con una crescita a due cifre delle transazioni nel 2023.
I modelli più scambiati su queste piattaforme (Nike Dunk, Jordan 1, Adidas Campus) non sono sempre i più recenti. Circolano, guadagnano o perdono valore a seconda dei drop e delle collaborazioni annunciate. Questo meccanismo crea un disallineamento tra la tendenza percepita in negozio e quella che si osserva nel mercato secondario.
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Per seguire questi movimenti e trovare paia al momento giusto, piattaforme specializzate come https://sneaky.fr/ permettono di individuare i modelli ricercati prima che salgano alle stelle nel mercato della rivendita.

Quiet luxury e streetwear: la fine dei loghi giganti sulle sneakers
Lo streetwear rumoroso, saturo di branding e colori sgargianti, sta diminuendo. McKinsey e Business of Fashion segnalano un passaggio verso pezzi più essenziali: pelli di alta qualità, branding tono su tono, silhouette che attingono ai mocassini o alle derby piuttosto che alle scarpe da sport. Questa estetica, chiamata “quiet luxury”, tocca ora le linee premium di diversi grandi marchi.
Adidas, Nike e New Balance offrono finiture più discrete su alcuni modelli iconici. La Adidas Samba, onnipresente nel 2024, illustra questa tendenza: la sua versione più ricercata non è la più colorata, ma quella in pelle sobria con suola in gomma e logo discreto. La collaborazione Adidas x Wales Bonner porta questa logica ancora più lontano, con varianti in coccodrillo blu o in toni neutri che si allontanano dal registro sportivo.
New Balance occupa un terreno simile. Le sue collaborazioni con marchi come Ganni o Miu Miu puntano su materiali nobili (camoscio, mesh tecnico) e palette ristrette. Lo stile non grida più, si legge nei dettagli.
Sneakers outdoor e running retro: le silhouette in ascesa
Due famiglie di sneakers guadagnano terreno parallelamente al “quiet luxury”: i modelli d’ispirazione outdoor e i runner degli anni 2000.
- Le collaborazioni tra marchi di trail e case di moda (Salomon x Maison Margiela MM6, Loewe x On) installano la sneaker tecnica nel guardaroba urbano, con suole scolpite e costruzioni derivate dall’escursionismo.
- Asics, a lungo confinato al running puro, beneficia di un rinnovato interesse grazie a silhouette retro come la Gel-Kayano 14, adottate da una clientela streetwear che cerca di distinguersi dal duo Nike-Adidas.
- Puma, attraverso le sue collaborazioni con studi creativi come KidSuper, propone sneakers ibride tra running e moda, con volumi esagerati che contrastano con la sobrietà ambientale.
Il outdoor non è più un semplice prestito estetico. Le suole Contagrip di Salomon o le schiume tecniche di Asics offrono un comfort reale che le silhouette retro classiche non propongono. Questa dimensione funzionale spiega in parte la loro rapida adozione.

Regolamentazione europea e materiali sostenibili: una costrizione che ridisegna l’offerta streetwear
Un aspetto raramente affrontato negli articoli di tendenza: la pressione normativa europea sui materiali e sulla produzione tessile inizia a pesare sulle collezioni streetwear. I dati disponibili non consentono ancora di misurare l’impatto esatto sui prezzi o sulle linee, ma la direzione è chiara.
I marchi integrano progressivamente materiali riciclati o certificati nelle loro linee di sneakers e abbigliamento. Nike utilizza poliestere riciclato su diversi modelli della gamma Air Force 1. Adidas continua le sue iniziative attorno alla plastica marina recuperata tramite il partenariato Parley. New Balance comunica l’uso di pelli conciate senza cromo su alcune referenze premium.
Per il consumatore, questo si traduce in due fenomeni concreti:
- I prezzi dei modelli realizzati con materiali certificati sono più elevati rispetto ai loro equivalenti classici, senza che la differenza di qualità percepita sia sempre evidente all’acquisto.
- Offerta “fast fashion streetwear” (riproduzioni rapide di silhouette di tendenza a basso prezzo) potrebbe restringersi man mano che le obbligazioni di trasparenza sulla composizione dei prodotti si rafforzano in Europa.
- I ritorni sul campo divergono su questo punto: alcuni rivenditori segnalano una crescente domanda di sneakers a produzione tracciabile, altri riportano che il prezzo rimane il primo criterio di decisione tra i meno di 25 anni.
Lo streetwear nel 2024 non è più solo una questione di stile. Le scelte di materiali, la tracciabilità e il mercato secondario pesano tanto quanto il design nel valore percepito di un paio. La prossima stagione dirà se il “quiet luxury” si stabilirà in modo duraturo o se lascerà spazio a un nuovo ciclo di collaborazioni più appariscenti, ma le costrizioni normative e le abitudini di acquisto nel mercato della rivendita hanno già modificato le regole del gioco.